Il
castello di Borgomasino si trova nell'incantevole zona del Canavese, una
terra antica e ricca di fascino.
I
primi abitanti del Canavese sono i Salassi, tribù celto-ligure; i
Romani cominciano la conquista del territorio dal 22 a.C. Con la caduta
dell'Impero il Canavese è prima controllato da Bisanzio, poi occupato
dai Longobardi, infine sottomesso dai Franchi. Dopo la morte di Arduino,
marchese di Ivrea e primo a portare il titolo di re d'Italia, avvenuta
nel 1015, i Conti del Canavese, che si dicono tutti suoi discendenti, si
spartiscono la regione. Nascono così le grandi famiglie canavesane: i
San Martino, i Valperga, i Castellamonte, cui si aggiungono i novaresi
Biandrate.Nel '300 inizia l'espansione dei Savoia, cui il Comune di
Ivrea e i Conti del territorio si sottomettono: il Canavese diventa così
parte del dominio sabaudo.Nel XVI sec. il Canavese è sottoposto ai
Francesi, poi agli Spagnoli. Nuovamente sottomesso ai Francesi dalla
fine del '700 sino alla sconfitta di Napoleone, torna ai Savoia con la
Restaurazione.
Il
Canavese ha oggi una realtà imprenditoriale vivace, con oltre 12.000
imprese ed attività artigiane. Il Canavese occidentale vanta una antica
industrializzazione nei settori tessile, della forgiatura dell'acciaio e
dello stampaggio a caldo. La zona orientale, che grosso modo corrisponde
all'Eporediese, ha iniziato il proprio sviluppo industriale all'inizio
del XX secolo, quando la famiglia Olivetti fondò l'omonima
industria meccanica, ora specializzata nelle telecomunicazioni. È
l'area nord-occidentale della Provincia di Torino. Confina a nord-ovest
con la Valle d'Aosta, ad est con la Provincia di Vercelli, a sud con la
cintura torinese. Ha una superficie di circa 2.000 Km2, 278.000
abitanti, oltre 120 comuni.
Il
Canavese e le Valli di Lanzo, terre ricche di bellezze naturali e di
storia, conquistano con il loro fascino discreto: sono un'oasi a misura
d'uomo, da vivere attraverso i loro scorci di storia e nei loro paesaggi,
diversamente colorati dalle stagioni.
Il passato ha lasciato la sua impronta: chiese e abbazie che sono veri e
propri gioielli d'arte romanica e barocca, castelli di epoche e strutture
architettoniche diverse che aprono le porte a quanti vogliono scoprire i
segreti del tempo
Questi edifici
testimoniano la ricchezza artistica e architettonica di un tempo,
immergendo il visitatore in un'atmosfera suggestiva e ormai lontana,
attraverso sette secoli di storia, tra antichi sfarzi, gloriosi
avvenimenti, intriganti episodi.
I castelli aperti al pubblico non sono mai troppo distanti fra di loro ed
è possibile ammirarli con il supporto di visite guidate.
Non tutti i castelli sono visitabili, alcuni sono stati adibiti come
alberghi, altri come ristoranti. Qualunque sia il loro attuale utilizzo,
rimangono comunque dei monumenti suggestivi e da scoprire.
.
Il paesaggio, con la Serra d'Ivrea dal profilo lineare, la scacchiera della pianura
coltivata, i rincorrersi delle colline verdi di boschi o di vigneti, i
sentieri, le alte cime innevate, gli ambienti protetti dal Medioevo ai
giorni nostri, è lo sfondo di tradizioni, feste e mestieri che rivivono
annualmente in suggestive rievocazioni.