A circa
60 minuti di macchina dal castello di Borgomasino, nel comune di
Saint-Vincent in regione Valle d'Aosta, gli ospiti che volessero
tentare la fortuna, troveranno il celebre Casino della Valle.
Raggiungere il
casino dal castello di Borgomasino e' piuttosto semplice, ma bisogna
essere ovviamente muniti di automobile.
Per tutte le
informazioni (orari, giochi, ecc...) che riguardano il Casino potete
utilizzare un buon motore di ricerca ed inserire :"Casino della
Valle".
Di
seguito vi riportiamo la storia di costituzione del casino, davvero
molto particolare ed interessante.
Buona lettura!
Il casino
nacque dall'idea del sindaco di Saint-Vincent, Elia Page. Dopo
la liberazione d'Italia Page credette nel progetto di costruire
un Casinò a Saint-Vincent per risollevare le sorti del paese.
Nel 1921
quindi il sindaco Elia Page chiese al Sotto Prefetto di Aosta il
permesso di aprire un tavolo di roulette per i mesi estivi. Il Sotto
Prefetto acconsentì ricordandogli le responsabilità connesse al
mantenimento dell' ordine pubblico nel Comune. In quella stessa estate
nel salone del Kursaal si iniziò a giocare soldi e a settembre
l'amministrazione riuscì a pagare interamente gli ingenti debiti
contratti per i lavori al canale della montagna. Alla fine della
seconda guerra mondiale il Comitato di Liberazione Nazionale nominò
sindaco di Saint-Vincent di nuovo Elia Page, il quale pochi mesi dopo,
il 6 novembre del 1945, scrisse al Ministro degli Interni,
probabilmente ignorando che il dicastero era retto ad interim dal capo
del Governo Ferruccio Parri, per chiedere "la concessione per
l'esercizio di tutti i giochi d'azzardo in forma esclusiva, per il
territorio della Valle d'Aosta, per un periodo di anni quindici" e
spiegando che "la maggior parte dei problemi che attualmente assillano
il Comune di Saint-Vincent e gli altri della Valle d'Aosta per darsi
un'adeguata e degna attrezzatura verrebbero senz'altro risolti con i
ricavi degli introiti...", ma concludendo con un "non appena le
trattative con la Società scelta per le maggiori garanzie e serietà
offerte saranno giunte ad una forma concreta, sarà cura del
sottoscritto darne doverosa comunicazione a codesto Onorevole
Ministero" che la diceva lunga sulla risolutezza del sindaco nel
proseguire per questa strada.
Alla
richiesta del primo cittadino di Saint-Vincent non arrivò mai nessuna
risposta ufficiale, forse anche perché il Governo Parri cadde il 23
dello stesso mese e il 10 dicembre lo sostituì il Governo guidato da
Alcide De Gasperi che aveva ben altre questioni a cui pensare...
tuttavia in forma ufficiosa influenti esponenti politici resero nota
la disponibilità del Governo ad accogliere la domanda. Con questi
presupposti il sindaco riprese carta e penna e indirizzò, in francese,
una richiesta analoga al Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta,
lo storico Federico Chabod, a cui scrisse "forzando un po' la mano"
che "le Gouvernement de Rome fit savoir, officiellement, que la
précaire situation économique de la Vallée d'Aoste, son importance
touristique et sa particulière situation géographique directement en
contact avec deux pays étrangers et amis, appuyaient indiscutablement
la demande" e la richiesta divenne "pour la période minime d'une
vingtaine d'années". Nonostante la legge italiana proibisse
espressamente il gioco d'azzardo e in attesa che lo Statuto Speciale
del 1948 ponesse limiti precisi alle competenze e ai poteri della
Regione, il Presidente Chabod emanò il 3 aprile del 1946 il decreto
d'apertura del Casinò de la Vallée. Nel provvedimento, che autorizzava
l'istituzione della casa da gioco "per la durata di anni venti",
veniva richiamato l'art. 12 del decreto legge luogotenenziale n. 545
del 7/9/1945 con il quale fu concessa l'Autonomia alla Valle d'Aosta.
L'articolo in questione attribuiva alla regione competenze
amministrative per "iniziative in materia turistica, vigilanza
alberghiera, tutela del paesaggio e vigilanza sulla conservazione
delle antichità e delle opere artistiche"; infilarci in mezzo un
casinò fu senz' altro una forzatura, ma anche un colpo da maestro.
Il 13
maggio del '46 il Consiglio regionale approvò le condizioni di
apertura e il 17 maggio stabilì il riparto degli utili tra il
concessionario e la Regione.
La
definizione degli accordi e le lungaggini burocratiche procrastinarono
l'apertura, ma alle 21 precise del 29 marzo 1947 il capo tavolo Robert
Semeghini diede il fatidico annuncio "messieurs, faites vos jeux"; i
tre clienti, un industriale tessile biellese, un avvocato casalese e
un commerciante di Torino (la proverbiale discrezione dei croupier
probabilmente nacque insieme al Casinò e i nomi non furono tramandati)
annunciarono le loro puntate. Gettoni bianchi da 100 lire e rossi da
200 andarono a infiorare il tappeto verde. L'impiegato Antonio Rolleri
prese la pallina d'avorio, diede al cilindro della roulette una spinta
in senso orario e avviò in senso opposto la sfera; dopo alcuni giri la
messaggera della sorte scese sul fondo del catino, superò le barriere
a losanga, rimbalzò e saltellò sulle caselle per fermarsi su quella
contrassegnata dal numero nove. "Neuf, rouge, impair et manque": la
casa da gioco aveva cominciato ufficialmente a portare benessere alla
Valle d'Aosta e a Saint-Vincent.